Non mi sembra che qualcuno abbia già parlato delle donne in TNG. Mi piacerebbe farlo io.
Un passo in avanti rispetto alle loro colleghe della TOS, bisogna ammettere, c'è stato. Come qualcuno ha detto prima, Uhura, gratta gratta, era una centralinista in minigonna vertiginosa ed il trucco-parrucco perfetto. L'infermiera Chapel era una biondina stereotipaticamente fragile e feribile (vedi la sua infatuazione non ricambiata per Spock, e la facciata che prende quando scopre che il suo ex fidanzato dott. Kirby è morto ed è stato rimpiazzato da un robot). Quella dell'infermiera era una professione molto femminile, una delle poche, insieme ad insegnante e ostetrica, alle quali una donna potesse aspirare un tempo. Ci sarebbe anche il personaggio dell'attendente Janice Rand, apparsa solo nella prima stagione TOS, alla quale, poveretta, era andata peggio che alle altre due, visto che il suo ruolo era di fare la cameriera a Kirk.
In TNG c'è il girl power. L'ufficiale medico è una donna; l'addetto alla sicurezza - e questa è stata una vera rivoluzione - è una donna... dall'aria un po' mascolina, è vero, però è pur sempre una lei (anche se, poi, la fanno sparire). Il consigliere Troi è un ibrido, e non solo perché è metà umana e metà betazoide, ma proprio per il suo ruolo non assolutamente ben definito. In questo senso: come consigliere del capitano ha certamente un ruolo importante e di prestigio, la sua responsabilità non è di mettere qualche cerotto, eppure ricalca - almeno per come la percepisco io - il ruolo massimo che le donne potevano avere nell'antica società germanica, cioè quello di sacerdotesse e/o profetesse. E tutto questo non per meriti acquisiti (anche se, sicuramente, avrà studiato per ottenere la sua qualifica), ma anche e soprattutto per una caratteristica ereditaria materna.