I complimenti si aggiungono ai complimenti, Helen... Adoro anch'io quell'episodio anche se lo vedo con occhi diversi dai tuoi ed è per questo che è ancora più bello leggere il tuo commento: tu mi aiuti a vedere cose e particolari che magari io non noto con la stessa facilità con la quale ne noto altri.

Da qui vorrei sentire cosa ne pensate su un argomento: capisco la necessità "scenografica" di creare delle situazioni che si aprano su altre situazioni per dare forma ad una storia. Però c'è un elemento che mi innervosisce ogni volta che lo trovo...

C'è su Rotta di Collisione, c'è su Contact (film con Jodie Foster che amo moltissimo) c'è su The Arrival (film con Charlie Sheen). Cioè la necessità di fare atti di fede di fronte a situazioni "particolarmente difficili". Sarà che io atti di fede, per vocazione, non ne faccio mai... Però, se Arla avesse parlato a tutti gli Alphani non sarebbe stato tutto più semplice? Perchè il tutto deve sempre e comunque limitarsi a comunicare con un solo soggetto (anche se in questo caso erano 2, Alan compreso) perchè poi lui debba riportare le cose al resto della popolazione, senza ovviamente essere creduto dato che si presenta senza uno straccio di prova?
Tu prendi ad esempio Helen che si scusa per non aver avuto fiducia in John... Caspita, manco io l'avrei avuta vedendo che un "pazzo" mi costringe a schiantarmi verso un pianeta... Anche se è sempre stato un uomo equilibrato non è detto che non possa essere impazzito negli ultimi 15 minuti, o che nell'astronave di Arla non gli abbiano condizionato il cervello.
Tu dici che lei, cioè la Russell, fa capire con quella frase che è un essere umano e che può sbagliare ma anche Koenig lo è e per questo può commettere errori come qualsiasi altro essere umano e dato che di solito decide per tutti i suoi possono essere anche molto più gravi.

Prendiamo Contact, sperando che lo abbiate visto altrimenti ve lo consiglio caldamente:
che senso ha che gli alieni si dichiarino solo ad una persona, mettendola tra l'altro nei casini più totali, costringendola al rischio di dover ritrattare le sue dichiarazioni per evitare il "giudizio" delle persone con le quali deve convivere, cioè il genere umano. E che vantaggio ne traggono gli alieni muovendosi così...
In queste storie sembra di rivedere la storia dei "martiri" religiosi che si ripete... uno è in possesso della "Verità" e gli altri devono fare obbligatoriamente un "atto di fede"... Anche se poi la storia ci conferma che nella maggior parte dei casi, anzi in tutti quelli in cui c'è stato il modo di dimostrarlo, l'uno in possesso della "verità" si rivela essere un "pazzo scatenato e schizzofrenico".
Mi dispiace Helen ma dissento totalmente dal tuo giudizio su Paul. Vero che è sempre una persona posata ma vero anche che essendo il vice è il primo che deve adoperarsi in ogni modo possibile affinchè il comandante non commetta un errore... e tra i suoi compiti gli "atti di fede" non sono contemplati!

Zantor
planet Kaldor, Commander