Senza alcun dubbio il tema dominante di questo episodio è la fede; non credo che il punto centrale sia la fiducia di un "equipaggio" nel suo ben noto comandante; al di la dello stupendo commento di Helen la fiducia degli alfani resta un fatto opinabile, infatti la dimostrazione di fiducia di Bergamann e della dottoressa era tutt'altro che sincera, anzi si trattava di un amessa in scena bell'e buona per metterla in saccoccia all'apparentemente febricitante John. No! scusatemi ma credo che lo spessore della tematica sia notevolmente più grande...qui parliamo di un'altra fede, nelle capacità umane di andare al di là, di credere in qualcosa di superiore non necessariamente dimostrabile, qui parliamo di entità trascendenti che "scelgono" volutamente un individuo tra gli altri per comunicare. Al di la della necessità scenica che fosse Koenig il prescelto mi piace pensare che tale scelta non sia casuale; Perche Koenig e non Bergmann o Paul o Kano?

Perchè?

Non sarà forse che il personaggio del comandante incarna appieno ciò che un uomo puo e dovrebbe essere, ossia un essere completo capace di vivere la sua esistenza con tutte e tre le sue parti, mente, cuore e corpo. Si è vero il comandante si commuove per Alan questo è senza alcun dubbio il lato emozionale; è anche l'uomo pronto all'azione con tutta la sua fisicità per salvare il capo pilota e non è il caso di sottolineare che in molte altre situazioni è stato koenig con la sua razionalità a colpire nel segno. Insomma se un essere superiore deve esserci perchè non può essere siile ad un uomo "sveglio" che sfrutta tutto il suo essere per la sua esistenza? Ecco perchè non Paul o Kano troppo freddi è fiduciosi nei calcoli e non Helen che per lo meno nella figura del personaggio ( ma Barbara se ne dimentica costantemente) dovrebbe rappresentare l'emozionalità e addirittura non Bergmann troppo preso dalla sopravvivenza della base per aprire uno spiraglio nella sua grande mente e nel suo cuore ancora più grande per lasciare entrare il soffio dell'ignoto del mistero, meravigliosamente delineato da una stupenda Margareth Leighton che pur senza accennare al minimo movimento reca nella sua espressione tutta la gravità di un destino sconosciuto all'uomo e forse troppo incomprensibile.

Ecco quale fede, quella con la F maiuscola, forse quella più importante la fede in se stessi e nelle proprie capacità di trascendere l'inevitabilità di una catstrofe di immane portata (in barba a chi ritiene troppo poco spettacolare il contatto tra Artaria e la Luna).

In poche parole uno dei iei preferiti. Voto generale 8, non di più per via di qualche sbadataggine scenica, e di qualche pecca in fatto di fisica ( le cariche nello spazio che spostano la Luna è una cosa un po duretta da ingoiare ). Migliori parimerito la Leighton e Landau. Morse giù di tono ( a parte l'altletico salto dalla pedana del comandante alla consolle :) ) forse per via della parte necessariaente scettica..a presto.