davvero fantasioso e poetico l'accostamento all'immagine di Pinocchio inghiottito dalla balena (per la verità nel racconto di Collodi un Pesce cane..); però non mi sentirei di affermare che Koenig entri nel mondo di Arra da uomo semplice per uscirne uomo maturato e cresciuto: piuttosto il comandante è un uomo "moderno" e complesso, pieno di dubbi, tormentato dalla sua stessa intelligenza, privo di ingenuità e quindi, in un certo senso, anche della fede...direi che il contatto con Arra non "matura" Koenig ma semplicemente lo disarma, rendendolo allora un "uomo ingenuo", ma non per questo meno filosofo...

«la scienza procura molta gioia a colui che vi lavora e ricerca; ne dà invece molto poca a chi apprende i suoi risultati. Poiché, tuttavia, tutte le verità importanti della scienza dovranno gradualmente diventare ordinarie e comuni, verrà meno anche quel poco di piacere; così come noi abbiamo da tempo cessato di provare piacere nell'imparare che 2 più due fa quattro. Ora, se la scienza di per sè procura sempre minor gioia col rendere sospetto il lato consolante della metafisica, della religione e dell'arte, si esaurisce quella grande fonte di piacere alla quale l'uomo deve quasi interamente la sua umanità. Una cultura superiore deve quindi dare all'uomo un doppio cervello, per così dire due camere cerebrali, una per sentire la scienza, l'altra per sentire la non scienza; adiacenti, senza interferenze reciproche, separabili, chiudibili; è un'esigenza di salute. In una zona ci sarà la sorgente di energia, nell'altra il regolatore: il calore verrà fornito da illusioni, parzialità, passioni, e con l'aiuto della scienza conoscitiva si preverranno le cattive e pericolose conseguenze di un surriscaldamento. Se questa esigenza di una cultura superiore non verrà rispettata, si può con relativa certezza prevedere quale sarà il corso ulteriore dell'evoluzione umana: l'interesse per la verità verrà a mancare via via che procurerà sempre minor piacere; l'illusione, l'errore, la fantasia, in quanto collegati al piacere, riconquisteranno passo passo il terreno che una volta fu loro....»

F. NIETZSCHE "Umano, troppo umano" (parte V, 251)