Veniamo ora ai miei commenti sulla conversazione tra Victor e John e su ciò che accade durante l'attraversamento del Sole nero.

Come ho già avuto modo di dire nel mio precedente post, tutta questa parte ci mostra il carattere e la forza di Victor Bergman. Ma Victor rappresenta anche la posizione della scienza rispetto all'assoluto. L'uomo di scienza, che crede solo alle leggi dell'Universo così come sono sperimentabili. Ma la scienza è anche pronta a rivedere le sue posizioni quando queste leggi sembrano non essere più adeguate a descrivere la realtà.
Ed ecco che Victor, per cercare di spiegare l'inspiegabile (come mai Alpha è sopravvissuto) cerca nuove strade, fa nuovi tipi di calcolo, "che però non si trovano sui libri".
E l'uomo di scienza deve così incominciare a pensare che ci sia qualcosa che protegge gli Alfani...

Il dialogo nel Sole nero non sembra seguire un filo logico ben preciso: è più una serie di belle frasi profonde, meglio ancora di intuizioni che le menti umane, così limitate, non riescono appieno ad afferrare e a concatenare:
"E' possibile chenon esistiamo più" "Io esisto... io esisto... io esisto" (forse John arriva alla conclusione come Cartesio: Cogito ergo sum, penso pertanto esisto, visto che tutto nel Sole nero è pensiero puro e non serve più parlare)
"Qui ogni cosa è una cosa diversa" "Per questo ho detto che è meraviglioso"
"L'intero universo è pensiero che vive" "Ogni stella non è che una cellula nel cervello dell'universo" (mi ricorda un po' i ragionamenti di Carl Sagan in "Contact", mantenuto nel film di Robert Zemeckis: quando Ellie parla con l'alieno che ha preso le sembianze del padre sulla "spiaggia", si ipotizza che dentro ogni granello di sabbia ci sia un universo..., e che in realtà quella spiaggia si trovi a sua volta nel granello di sabbia di un'altra spiaggia...).

Fino all'ultima domanda, che avvicina l'uomo di scienza alla religione ("Il confine tra scienza e misticismo è molto tenue"): "Tu forse sei Dio?". Ma la religione, come la scienza è in continua ricerca della verità, ma la verità totale, l'onniscienza, non potrà mai essere raggiunta (l'assoluto non può essere pienamente afferrato dalle limitate menti umane): per questo la domanda finale rimane senza risposta... "Ora vi devo lasciare".

E, come ha detto il Comandante, la misteriosa forza dirige Alpha verso il suo nuovo futuro e la ricongiunge all'Aquila... Non sono infatti d'accordo con quanti ritengono non credibile il ritorno dell'Aquila, che si allontanava dal Sole nero, su Alpha: gli stessi Alfani non ci credono ("Ci dovete avere seguito nel Sole nero"). La risposta la dà Helena: "Qualcosa ci ha guidato a casa".

L'episodio mi piace molto anche per la conversazione tra John e Victor.
Il trovare sempre qualcosa di positivo anche neimomenti più disperati: "Se mai c'è stata un'occasione... è questa".
Il successivo brindisi "A tutto quello che poteva essere" "A tutto quello che è stato" (nella vita non bisogna mai avere rimpianti e insoddisfazioni per non aver potuto fare qualcosa... è importante ciò che si è fatto). Peccato che nella versione tedesca tutto ciò sia andato perduto: "Ai nostri amici di Aquila 5" "Alla Base lunare Alpha" (quanto è banale! Non lo perdonerò mai ai traduttori tedeschi!).
Bello anche lo scambio di battute sul sigaro, che poi porta John a pensare, con tristezza, alla sorte di Helena.

In conclusione: uno dei migliori episodi di Spazio: 1999. Certamente molto lento, con poca azione, potenzialmente "noioso": ma la coppia Landau/Bergman, la bravura del regista e del direttore della fotografia sono riusciti a creare un piccolo capolavoro. Quanto mi piacerebbe che si riuscisse a recuperare la versione originale (andate a vedere quanto scritto dal nostro Professore in un altro topic: forse "Pillole di Spazio: 1999"?), considerato che Landau ha dichiarato che era migliore di quella che è poi stata trasmessa! Ma dubito che si riuscirà mai a metterci le mani!

Dimenticavo: anche qui è molto forte l'influsso di "2001: Odissea nello Spazio". L'invecchiamento subito da John e Victor all'interno del Sole Nero ricorda molto quello di David Bowman al termine del viaggio, e che prelude alla sua rinascita. Ma che fine ha fatto qui l'esperienza del Sole nero, che al risveglio (ma soprattutto negli episodi successivi) sembra apparentemente non aver lasciato alcuna traccia? E' forse stata relegata all'inconscio, non appena le menti degli Alfani sono ritornate alla normale limitatezza?
Salvatore