Il paragone con 2001 odissea nello spaziò è più che legittimo e in me hanno sempre suscitato lo stesso effetto....ricordo che di entrambi mi aveva affascinato l'inesplicabile mistero...si certo mi piacevano molto gli episodi in cui tutto era compiuto, in cui le parti erano ben definite, ma questo mi ha sempre catturato con lo stesso magnetismo di quel film "gigantesco". Per lungo tempo non avevo accostato l'esperienza di John e Victor all'esistenza dell'entità aliena nel sole nero (che ricorda da vicino "i Profeti" nel tunnel spaziale di Deep Space 9); avevo sempre giustificato il tutto pensando che per una qualche incomprensibile ragione la Luna riusciva ad attraversare l'astro e che proprio a causa di quell'insolito viaggio in cui lo spazio-tempo veniva distorto il comandante e il professore viveno quella stupenda "allucinazione" rappresentata in modo così marcatamente anni settanta (gli effetti luminosi, le dissolvenze etc...) eppure così fuori dal tempo. Crescendo e leggendo tanto sull'astrofisica, sulla genesi e la struttura del nostro universo, sulla vita e la morte delle stelle, ho cominciato a pormi delle domande ed inevitabilmente parte di quella magia si spense fino a quando poi non mi avete portato a riflettere sulla entità del sole nero connessa con la volontà superiore che guida il destino della gente di Alfa....è stato come se si chiudesse un cerchio per molto tempo sospeso tra la fantasia e la realtà. Alla luce di questo penso di poter affermare che "Sole nero" è un po' il gioiello della serie cosi come "2001 Odissea nello spazio" è il gioiello della fantascienza di tutti i tempi. E' assolutamente perfetto, nei dialoghi, nei tempi, nella recitazione, nella musica, nelle atmosfere. Tutto è stupendamente equilibrato; gli ingredienti così ben dosati trasmettono sul serio la paura dell'ignoto, la disperazione, la speranza, il coraggio. Non so se fosse una cosa studiata ma la luce azzurrina e lattiginosa che pervade Alfa trasmette sul serio il "freddo" dovuto alla diminuzione dell'energia certo ma anche alla ben più raggelante sensazione di inerzia ed impotenza che scaturisce dal trovarsi al cospetto di un simile "mostro" della natura.
Le scene che più mi catturano, a parte naturalmente quella immensa tra John e Victor, sono diverse: il saluto del comandante prima agli uomini dell'aquila di salvataggio poi ad Helen, la scena degli scacchi (magnifica inquadratura dal basso attraverso i quadri trasparenti), quella di Paul che suona quella dolcissima e tristissima melodia mentre un "piccola" ed impaurita Tanya lo sta ad ascoltare, il momento in cui i sei dell'aquila di salvataggio cominciano a dissolversi accompagnati da quel tema musicale così ipnotico e anomalo, scena che mi mette brividi addosso tutt'oggi e altre ancora che sarebbe troppo lungo elencare.

Gli attori tutti stupendi. Al di sopra di tutti Morse e Landau, migliori parimerito, ma bravi anche Prentis Hancock e la Merton (la sua commozione e preoccupazione per Michael sembrano genuine). Un plauso anche alla Bain che, nonostante la solita asetticità delle sue espressioni, in questo episodio sembra avere trovato la sua giusta dimensione.

Il mio voto per questo piccolo capolavoro non può che essere il più alto, assolutamente 10....a presto

Marco R.