Come esseri viventi e pensanti (più o meno) e naturale che ogni fenomeno che ci circonda venga ricondotto in qualche modo al nostro linguaggio, ai nostri codici alle nostre leggi.
La parola "nostro" ha per me un significato determinante nell'eventuale comprensione di un qualsiasi fenomeno. Tutto è convenzione. Parole, simboli, leggi sono pure e semplici convenzioni che nei secoli si sono rivelate utilissime per evitare che ci si uccidesse solo per il semplice fatto di non capirsi. Il fatto di definire "pianeta" una sfera di gas è senza alcun dubbio un modo per indicare qualcosa che sta nei nostri cieli, dai più osservabile e che necessita come ogni altro oggetto o fenomeno di un piano comune di riferimento per la sua analisi e comprensione. Ma nel momento in cui si fa questo si paga un prezzo non indifferente, ossia si usano dei parametri di riferimento che se da un lato favoriscono la comprensione dall'altro si basano su una specie di compromesso intellettivo...questi parametri scartano tutto ciò che non è conoscibile (direttamente o anche attraverso analisi) e su cui la comunicazione non può avvenire. Certo sono dei parametri mobili perche sono suscettibili di aggiornamento qualora qualche nuova nozione si saggiunge alle precedenti ma rimangono sempre dei valori finiti nell'istante.
Se consideriamo poi che sul nostro stesso pianeta poi esistono migliaia di queste convenzioni (etniche, culturali, professionali, mediche, economiche etc...) come possiamo pensare di poter estendere parole come dio, universo, vita a quello che realmento possono essere Dio, Universo, Vita.
Ha ragione Hawking quando dice che dio (e non me la sento di scriverlo grande) gioca a dadi e li nasconde anche bene e noi siamo ben lungi da scoprire dove li ha messi anche perche siamo ben lungi dall'aver scoperto dov'è dio o chi è dio o cosa è dio.

Cosa rimane...a prima vista un posto desolato, incomprensibile ed invivibile ma forse non e così...>>>